Torrebruna              picture in stemma torrebruna

 

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Storia e Leggenda

Cenni storici

 


Le origini di Torrebruna si perdono nella notte dei tempi.

Con molta probabilità la nostra zona vide la presenza di insediamenti umani già in epoca preistorica, quando si formarono comunità pastorali legate al movimento stagionale delle greggi.

La transumanza avveniva dai pascoli montani, ricchi di sorgenti, alle pianure costiere attraverso il tratturo.

La presenza umana nella nostra zona potrebbe essere confermata dal fatto che nelle zone simili a questa vi sono stati ritrovamenti di reperti preistorici che testimoniano l'esistenza di insediamenti temporanei che in seguito divennero agricoli e quindi stabili.

La presenza di insediamenti umani durante le guerre sannite e fino alla colonizzazione romana è testimoniata dal ritrovamento dei resti di un arcaico centro commerciale a S. Maria del Canneto, dalla presenza di ruderi di una villa romana in località "Inforchie Vecchie" di Castelguidone, dal ritrovamento di una scultura virile in bronzo nei pressi di S. Giovanni Lipioni, dalla scoperta della tomba del "guerriero sannit" in località Calvario e dai resti di molte tombe rinvenuti in località Vigne Vecchie, Cupello, S. Angelo, S. Rocco nel territorio di Torrebruna.

Tracce della dominazione longobarda sono riscontrabili anche in alcuni termini "trocco", "bruno", "guardia" dal germanico "warte".

Con il progressivo affermarsi della regola benedettina cominciarono a sorgere i primi monasteri.

La presenza di gruppi di monaci lungo il fiume Trigno è documentata dai resti di una chiesa su cui venne poi edificata Santa Maria del Canneto. Questo complesso monastico ha svolto un ruolo di notevole importanza nel corso dei secoli e ad esso più che agli altri ha fatto riferimento Torrebruna, i cui abitanti tuttora raggiungono a piedi il santuario in occasione di alcune ricorrenze.

Durante il regno angioino si costruirono e si riadattarono centri fortificati, castelli e torri che portarono al lento decadimento delle abbazie. A questo periodo, infatti, risale lo sviluppo di una fitta rete di castelli, torri e centri fortificati da Palmoli a Carunchio, Montazzoli, Castiglione, Torrebruna e Guardiabruna, posti a guardia di passaggi fluviali e transcollinari. Queste fortificazioni erano fuori dei centri abitati.

La prima testimonianza scritta riguardante Torrebruna risale al 1272, quando la terra apparteneva ad Odorisio di Sannibaldo, come si rileva dalla intimazione fatta dal re Carlo D'Angiò a tutti i feudatari del suo regno.

Tra la fine del XIII secolo e l'inizio del successivo i vari territori dell'entroterra vastese confluirono nel feudo Caracciolo.

Torrebruna viene di nuovo citata nel 1441, anno in cui Marino Caracciolo sposa Maria di Sangro divenendo, così, signore di molte terre nell'Abruzzo Citra, delle quali ebbe l'investitura dal re Alfonso D'Aragona (8 maggio 1441).

Gli eredi di Marino Caracciolo dominarono queste terre fino al 1764, anno in cui morì Cosima Caracciolo e si estingueva, così, la dinastia dei Caracciolo.

Successivamente vi si affermò il dominio dei D'Avalos, infatti il Ducato di Celenza, di cui faceva parte Torrebruna, passava a Carlo Cesare D'Avalos, figlio di Andrea e Cosima Caracciolo.

Agli albori del XIX secolo, epoca dell'occupazione francese, Torrebruna era una terra in Provincia di Abruzzo Citeriore compresa nella diocesi di Trivento e posseduta dal barone D'Avalos, duca di Celenza. A questi succedette il principe Pignatelli, di cui esiste ancora lo stemma sia al di sopra del portale della Chiesa Parrocchiale sia alla base della Croce in Corso Piano Madonna.

Con l'abolozione del regime feudale -legge 2-8-1806 di Giuseppe Bonaparte- Torrebruna, come altri comuni dell'Abruzzo e del Molise, dovette lottare per acquisire diritti su beni e servizi che i baroni precedentemente avevano usurpato, tra cui i beni ecclesiastici di patronato feudale e i beni del demanio comunale.

I nuovi ordinamenti napoleonici impongono la riorganizzazione amministrativa: ad UNIVERSITA' subentra il termine COMUNE (la Comune). Torrebruna faceva parte del circondario di Celenza su Trigno. Il corpo amministrativo era formato da persone scelte tra i capi famiglia che avevano una certa rendita.

Nel 1811 la provincia fu divisa in tre distretti: Chieti, Lanciano, Vasto, quest'ultima a sua volta si articolava in 8 circondari tra cui quello di Celenza, costituito da 6 comuni, tra questi anche Torrebruna.

 

Leggenda


Non si conoscono con esattezza le cause che hanno dato origine al nome del paese. La leggenda racconta che il nome di Torrebruna abbia avuto origine da un'antica Torre posta nel punto più alto dell'abitato abbrunita dal tempo.


Esiste, sempre in leggenda, un'altra versione in proposito: si racconta cioè che detta Torre fosse abitata da una nobildonna chiamata Bruna, per cui veniva chiamato "Torre di Bruna" e poi, man mano, si è trasformato in Torrebruna.


Inoltre, si dice, che i pochi abitanti di allora della vicina Guardiabruna fossero di guardia alla donna predetta e quindi quel nucleo abitativo veniva a costituire la Guardia di Bruna e così venne fuori, col tempo il nome di Guardiabruna.

 

 

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