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NOTIZIE STORICHE SULLA CHIESA "MATRICE" DI TORREBRUNA

 

11La chiesa parrocchiale è stata costruita nel 1615, data scolpita su una pietra posta sullo spigolo del lato sinistro guardando la facciata.

Dello stesso periodo sono le due acquasantiere: una risale al 1625 e l'altra al 1626.

Nella relazione di una visita pastorale effettuata dal vescovo di Trivento nel 1615 risulta che sua Eccellenza visitò la chiesa di Santa Maria delle Grazie e successivamente in processione con i sacerdoti, i chierici e il popolo si recò nel  luogo dove doveva essere eretta la nuova chiesa, sollevò il vessillo della Croce e benedisse solennemente la prima pietra ed impose lo stesso nome della vecchia chiesa cadente: Santissimo Salvatore.

img_0092Da una relazione di una visita pastorale nel 1680 risulta che nella nuova chiesa c'erano, oltre all'altare maggiore, l'altare di S. Antonio di Padova, l'altare di S. Sebastiano, l'altare della Madonna di Costantinopoli, l'altare di S. Onofrio, l'altare della Visitazione e l'altare del  Corpo di Cristo, quest'ultimo eretto dalla confraternita del SS Sacramento, le precedenti, invece, dalle varie famiglie.img_0096

Sulla porta della chiesa è inserita una lapide che ricorda la consacrazione della confraternita, avvenuta ad opera del Vescovo Mons. Mariconda il 19 marzo 1726.

Sopra questa lapide c'è lo stemma della famiglia Caracciolo Pignatelli, signori di Celenza e feudatari di Torrebruna.

dscf4510Il campanile, costituito da tre piani, venne eretto nel 1676, come risulta da una lapide posta sopra la finestrella della base.

Nel 1780 all'interno della chiesa fu realizzato un organo ligneo.

Tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900, il campanile fu sopraelevato di un piano, con pietre squadrate da un muratore locale: Mastro Germano Pelliccia.

Per una improvvisa decisione venne abbattuto nell'immediato dopoguerra . Del vecchio campanile rimane solo la base.

Negli anni 1895-1896, secondo alcune testimonianze, essendo la chiesa insufficiente per la popolazione, si decise di abbattere l'altare Maggiore, che era collocato a livello del  gradino che ora separa il presbiterio dall'aula e di ricostruirlo più indietro, dove si trova attualmente.

Sempre secondo alcune testimonianze, l'altare vecchio era di gesso con delle sovrastrutture in legno scolpito.

Dietro l'altare c'era uno spazio con banconi di legno, che fungevano da coro e armadi che servivano da sagrestia.

Oltre a portare l'altare indietro vennero creati, in quel periodo, le tre nicchie che sono sopra l'altare Maggiore e venne realizzata l'attuale sagrestia.

img_0091Nelle nicchie vennero collocate: la statua di S. Placido, la statua di S. Antonio Abate (acquistata agli inizi del 1900) e la statua seicentesca di S. Antonio da Padova , che venne spostata dalla sua cappella originaria per far posto alla statua della Madonna dei Miracoli, comprata verso il 1895-1896.

I lavori in muratura e gli stucchi della volta furono eseguiti sempre da Mastro Germano Pelliccia.

L'interno della chiesa venne adattata alle nuove esigenze di culto negli anni '80.

 

 

OPERE PREZIOSE DI PROPRIETA' DELLA CHIESA

Busto reliquario in legno di S. Placido, realizzato a Napoli nella prima metà del '700

Statua di S. Placido in legno della fine del '700 inizi '800

Statua della Madonna delle Grazie, opera in legno della seconda metà del '700 della scuola di Paolo di Zinno di Campobasso

Tela raffigurante la crocifissione e S. Onofrio del '600

Tre tele del 1865 del pittore abruzzese Francesco De Benedictis di Guardiagrele, raffiguranti la Visitazione, la Madonna di Costantinopoli con S. Michele Arcangelo e S. Girolamo e la terza con S. Francesco di Paola, S. Donato e S. Sebastiano

Croce in rame e argento del '600, un turibolo con navicella in argento del '700 e un calice in argento conservati nella sagrestia.

 

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